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IL presentatore è solo, davanti a un video-wall (lo spettacolo ha vocazione di parassita: vuole usare forme e spazi preesistenti e farli risuonare in altro modo). La narrazione comincia come ogni giorno: Signore e signori, buona sera... Quello che i due monitor appoggiati su dei piedestalli contorti mostrano è la figura di chi parla: linda, neutra. Il pubblico però si accorge che la parte del tavolo e del vestito del presentatore che non si vede nei monitor sembra che abbia passato una guerra. Dietro, nel video-wall, le notizie. "Reportage", elaborazioni di immagini quotidiane, musica, paesaggi sonori e trasformazioni elettroniche della voce. Tutto tende all'intensa volontà di creare uno spazio nel quale la poesia sia possibile. ll presentatore, come ogni giorno, annuncia le notizie e fa entrare i reportage. Ma ci sono alcune irregolarità: a volte i suoni della natura animano subitaneamente il platò, altre volte alcune musiche invadono la sala. Spesso neanche le immagini corrispondono esattamente a quello che si vede in scena. Nei reportage si parla di quello di cui si parla sempre: battaglie, potere, sport, le previsioni meteorologiche. Anche nei reportage la musica, il testo, i suoni dell'ambiente, le immagini e il loro montaggio si combinano in forme inusitate: hanno spazio la poesia, la riflessione e la musica nel mondo che narriamo ogni giorno? |